Perché non possiamo dire che la Serracchiani ha ragione

di Gianluca Bellentani

La governatrice del Friuli Venezia Giulia, Deborah Serracchiani del Pd, a seguito di un tentativo di violenza sessuale nella stazione di Trieste ai danni di una minorenne ad opera di un cittadino iracheno richiedente asilo, ha dichiarato che un reato come lo stupro è ancor più esecrabile se commesso da un extracomunitario, in quanto il colpevole (ingrato), dimentica che il Paese ospitante lo ha magari salvato in mare da morte certa. Chi si macchia di certi crimini, ha concluso, deve essere espulso quanto prima, dopo aver scontato la giusta pena.

Dalla Destra e dalla Lega (ma anche da parte di una certa Sinistra) si alzano cori di apprezzamento per queste parole. Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno! Come possono persone che lo Stato ha salvato e che ospita, avere certi comportamenti nei confronti delle donne di quel Paese? Insomma, secondo costoro, si tratta del massimo dell’ingratitudine, e “giustamente” chi si macchia di certi crimini se ne deve tornare a casa propria, beninteso dopo aver scontato la giusta pena.

Partiamo da un punto fermo, anzi da due, su cui credo che tutti concordiamo.
1. Lo stupro è uno dei reati più esecrabili che possano essere commessi. Chi usa violenza su un essere più debole va condannato sempre e comunque, in quanto la vittima si porterà con sé, per tutta la vita, il ricordo di questa violenza.
2. Tutti coloro che vivono e operano o risiedono anche momentaneamente in un Paese, sono soggetti alle leggi vigenti dello stesso, al di là del loro ceto, condizione economica, età o religione.

Con il metro di giudizio usato dalla governatrice (l’extracomunitario più colpevole di un cittadino autoctono), si vuole rimarcare una sorta di aggravante per il reato commesso. Se così fosse, allora vi dovrebbe essere anche un’attenuante per lo stesso reato. Cioè, il fatto di essere nato o residente da sempre in quella determinata nazione, per converso, comporterebbe una sorta di clemenza. Ne deriverebbe che per lo stesso reato si dovrebbero avere metri di giudizio o pene diverse, per cui i punti 1 e 2, su cui tutti concordiamo, non avrebbero alcun senso di esistere.

Ecco del perché l’on. Serracchiani sbaglia con le sue affermazioni, ancor più in quanto donna e persona delle Istituzioni.

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5 thoughts on “Perché non possiamo dire che la Serracchiani ha ragione

  1. Le parole della Serracchiani sono facilmente strumentalizzabili. Le persone non hanno capito che non voleva dire che se commesso da un italiano lo strupro è meno grave ma che oltre allo strupo, atto ugualmente indegno da parte di italiani o no, c’è un altro fattore – che non c’entra niente con lo stupro in sè – che è la rottura del patt di accoglienza. Il secondo punto si pone in un altro livello e interesse l’immigrato che commetta stupri o rapine. Capisco quello che vuol dire… ma la gente ha voluto interpretare male. E bisogna stare davvero attenti in questo periodo a ogni sillaba che si usa.

  2. Attribuire tutta la colpa alla “gente” che non ha “voluto” capire le parole della Serracchiani mi sembra ecessivo. La Governatrice è a capo di una regione dove l’avversità per l’extracomunitario è piuttosto spiccata e questo avrebbe dovuto indurla a maggiore prudenza. Io penso invece che lei stia rincorrendo il sentimento leghista e ha fatto quell’improvvida dichiarazione con la consapevolezza di ingrazuarsi qualche consebso in più nela sua regione. Aggiungo che non comprendo che tipo di patto morale si possa instaurare con un delinquente. Un delinquente è un delinquente e da tale va trattato, indi pendentemente dalla sua provenuenza.

    • 1.E’ del tutto arbitrario il sospetto di demagogia elettorale. 2. Il patto morale cui fa riferimento la Governatrice non è con “un delinquente”, ma con un migrante richiedente asilo che non ha ancora commesso reati; se ne avesse già commessi, il problema non si porrebbe, perché dovrebbe già essere espulso..!

  3. Ho qualche dubbio sulla reale intelligenza della Serracchiani, che avrebbe dovuto sapere a quali reazioni sarebbe andata incontro la sua dichiarazione. Se ne è dovuta rendere conto a posteriori, quando ha ricevuto il plauso, certo strumentale, della destra leghista. Può essere accettabile aspettarsi un minimo di riconoscenza da parte degli immigrati che vengono accolti in Italia, ma rispetto ad un reato, quale il tentativo di stupro di una ragazza, sono da porre sullo stesso livello di qualsiasi individuo italiano o meno presente nel nostro paese. Un reato può avere delle aggravanti o delle attenuanti, ma non certo in relazione alla condizione sociale o la nazionalità di chi lo commette.

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