Il sogno del gufo criticone

di mimmo

Mi hanno chiamato gufo. Mi hanno dato del criticone. Mi hanno contestato che non mi andava bene la politica di Berlusconi ieri e quella di Renzi oggi. Che Grillo con la sua banda di scalcagnati non mi convince. Pisapia non ho capito ancora cosa vuol fare. Civati, chi la visto? Rifondazione Comunista è diventata patetica. Salvini e Meloni non li prendo neanche in considerazione.
Sono un comunista senza partito, uno che sogna ancora la sua utopia rappresentata dal Sol dell’Avvenire. Sono un illuso? Forse. L’utopia è all’orizzonte e quindi irraggiungibile? Sì, ma… mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare*.

Ma per andar dove? Per raggiungere un luogo dove ci si possa ribellare contro le ingiustizie, redistribuire le ricchezze attraverso un proporzionale prelievo fiscale, prestare attenzione verso gli ultimi, avere la possibilità di raggiungere serenità di vita prima che felicità, dove si affrontano le problematiche dei giovani e dei vecchi.
Ecco perché vorrei una forza politica che:

# costruisca una società aperta, libera e giusta;
# garantisca concretamente a tutti libertà di opinione, di pensiero, di religione, di scelte sessuali, di filosofia politica;
# tenga conto dei bisogni di tutti;
#  si adoperi prima per dare a tutti un lavoro e poi crei le condizioni per premiare i migliori;
# garantisca dignità sicurezza e diritti sui posti di lavoro e che pretenda da tutti, lavoratori e datori, i giusti doveri;
# non consideri l’imprenditoria un nemico, ma che pretenda da essa il rispetto delle regole e delle leggi e non persegua lo sfruttamento del lavoratore;
# consenta a tutti di poter fruire di un’istruzione degna di questo nome al fine di condurre la persona verso il miglioramento di sé e non considerarlo contenitore di nozionismo;
# garantista a tutti una efficace assistenza sanitaria e un welfare dignitoso;
# si batta per un’equa fiscalità;
# si adoperi per un’efficace azione di messa in sicurezza del territorio;
# favorisca la cittadinanza attiva e crei spazi in cui si possano dibattere proposte e idee;
# raggiunga attraverso un esaustivo dibattito interno le risoluzioni scelte dalla maggioranza, ma che rispetti le posizioni della minoranza;
# rifugga da ogni soluzione che prevede la costruzione di muri o qualsivoglia barriera;
# faccia dell’accoglienza la propria filosofia e provveda alla dignitosa sistemazione dei migranti, pretendendo da questi la piena osservanza delle leggi e le regole di convivenza civile;
# ripudi la guerra in ogni sua forma.

È troppo? sono un sognatore? la mia è un’utopia a tutto tondo? Non lo so, ma… se mi posso permettere, spesso il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande**.

*Eduardo Galeano
**Adriano Olivetti

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