Se tanto mi dà tanto…

di mimmo

Se prometti la rottamazione e poi ti accompagni a uno come Vincenzo De Luca, quello delle fritture di pesce in cambio di voti…
Se prometti di rivoltare l’Italia come un calzino e poi ti rifuggi in una politica fatta di slogan e belle parole…
Se anziché fare politica con la “P” maiuscola ti metti in concorrenza con Grillo nel praticare il peggior populismo…
Se ti circondi di una corte di yes man/women nel peggiore stile berlusconiano…
Se dai il benservito al governo Letta nel più volgare dei modi al solo scopo di insediarti al suo posto…
Se fai un governo con pezzi della più insulsa Destra rappresentata da Alfano…
Se consenti al condannato Berlusconi di mettere bocca sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale…
Se fai accordi con Verdini al solo fine di conservare la poltrona…
Se da premier batti ogni record di voti di fiducia al tuo governo…
Se ti prodighi a salvare banche in dissesto con i soldi dei risparmiatori…
Se usi metri di valutazione diversi nel chiedere le dimissioni di ministri in carica…
Se la tua perequazione fiscale si ispira al “meno tasse per tutti” di stile berlusconiano…
Se calpesti diritti del lavoro faticosamente conquistati e fai continui favori al ceto moderato e alla peggiore imprenditoria degne del più sfrenato liberismo…
Se da uomo delle Istituzioni inviti a disertare una consultazione referendaria…
Se fai dell’Expo una bandiera dell’Italia e poi nessuno ancora ha capito chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso…
Se imponi una legge elettorale che non piace a nessuno e la fai approvare a colpi di voti di fiducia…
Se definisci parrucconi eminenti costituzionalisti e dividi i partigiani in buoni e non buoni…
Se affermi pubblicamente che lascerai la politica se non passano le tue ri-forme, ma poi rinneghi tutto…
Se dopo un referendum, che per tua asserzione ha giudicato anche il tuo operato politico, non ti rendi conto dei tuoi errori e continui ad assumere il medesimo atteggiamento come se nulla fosse accaduto…
Se diserti le campagne elettorali dove non è la tua persona ad essere in campo…
Se dopo aver già perso la guida di città importanti come Roma, Torino, ci aggiungi anche Genova e commenti “poteva andar peggio”…
Se non ti poni nessun problema quando l’astensione aumenta di elezione in elezione…
Se cerchi i voti della Destra e non ti curi di quelli che perdi a Sinistra…
Se eviti qualsiasi analisi del voto dopo ogni tornata elettorale perdente…
Se non fai nulla per arrestare l’emorragia di iscritti al tuo partito…
Se svuoti i circoli territoriali per aprirli solo allo scopo di sostenere le tue primarie…
Se deridi e offendi quelli che dissentono dalla tua linea politica…
Se una parte importante del tuo partito se ne va e tu non fai nulla per trattenerli…
Se fai da eminenza grigia al governo Gentiloni…
Se riduci un congresso di partito a una vile conta elettorale…
Se trascuri il ruolo di Segretario di partito e non fai altro che mostrare interesse solo per palazzo Chigi…
Se riduci un giornale glorioso come l’Unità a un giornalaccio simile a Libero o Il Giornale per poi favorirne la chiusura…
Se trasformi le feste de’ l’Unità in sagre strapaesane…
Se l’arroganza è la base di ogni tuo confronto…

Se tutto questo è, allora è ovvio che porterai il Partito democratico su una china preoccupante di consensi fino a distruggere le aspettative di quanti avevano creduto in una formazione politica di ispirazione cattolica e socialista in grado di esprimere il meglio del progressismo.

Di chi stiamo parlando? di quello che voleva essere il Tony Blair italico ieri e il Macron de noantri oggi. Invece si è rivelato solo un venditore di fumo ciarliero e inconcludente, un outsider in cui tanti avevano creduto fino a concedergli la presidenza della provincia di Firenze, poi la fascia di primo cittadino della stessa città ed in seguito la carica di Segretario di uno dei più importanti partiti italiani ed europei. Un incarico che non è mai stato un ruolo, perché lui il compito di Segretario non lo ha mai svolto, essendosene servito solo per farsi incoronare premier.
Si è circondato di una corte di mezze calzette prone ai suoi voleri e disposte a fargli da guardiaspalla, sempre pronti a difendere le sue scelte come i peggiori berluschini di ieri. Cortigiani sempreinpiedi a rintuzzare ogni critica brandendo come un’arma contundente l’elezione a capo partito attraverso primarie aperte urbi et orbi, anche se c’è chi sostiene che si tratta comunque di un usurpatore che si è appropriato di un partito riducendolo a comitato elettorale per la sua persona.
Formalmente Matteo Renzi è assurto a Segretario Pd attraverso libere, anche se talvolta truffaldine, elezioni popolari. Il suo modo di fare però, piuttosto che di militante incaricato di dirigere una formazione politica, ha assunto le forme di un conquistatore che non fa prigionieri. Ha convocato rare riunioni di Segreteria e sporadiche riunioni di Direzione e Assemblea Nazionale. Ha preteso discussioni in tempi contingentati e voto notarile su decisioni già prese, in una logica di dittatura della maggioranza simile a un’assemblea di condominio. Come negare, infatti, che ha ridotto il Partito democratico a un cagnolino tenuto al guinzaglio senza anima e privo di un progetto politico?

Più che a Blair o Macron, Renzi sembra più vicino a Grillo, il quale rifiuta ogni collocazione politica solo per tenersi le mani libere, una vocazione per l’autosufficienza e fa del populismo più sfrenato la sua cifra elettorale.
Con una differenza, però, che Grillo, come Macron, si è costruito da zero un suo partito, mentre Renzi si è appropriato di un partito messo su da altri…
Con un’assonanza, però, che entrambi sono intolleranti al dissenso interno…
Con una differenza, però, che Grillo sbatte fuori chi si permette di obiettare alle sue decisioni, mentre Renzi li costringe a lasciare ‘spintaneamente’…
Con un’assonanza, però, che entrambi, con la loro politica dissennata, stanno favorendo il ritorno di una Destra peggiore di quella del ventennio berlusconiano.

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