La congrega degli “onesti”

di mimmo

Dal Sacro Blog intitolato a Beppe Grillo, che non è di Grillo, leggiamo:
Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.
Proviamo a capire.

Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini.
Per libertà, Grillo intende una franchigia simile a quella degli schiavi neri che lavoravano nelle piantagioni di cotone del Nord Caroline, i quali legati a una catena erano “liberi” di muoversi entro una determinata area. Una “catena” che, nel caso del M5Stelle, tiene legati i suoi adepti e che lui decide di allungare o accorciare a seconda delle sue convenienze.

Non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro.
I grillini si definiscono un “Movimento”, quando per Movimento si intende una collettività che esprime l’esigenza di promuovere un cambiamento sociale, la difesa di una determinata situazione o di specifici segmenti della società, la promozione di leggi a favore di determinati strati sociali o l’espressione generica di una protesta.
Per Partito, invece, s’intende un gruppo di persone accomunate dalla stessa visione che attiene questioni fondamentali della gestione dello Stato e della convivenza civile.
La finalità di un Movimento è quella di influenzare le decisioni pubbliche attraverso la mobilitazione della società civile. La finalità di un Partito, invece, è la partecipazione a libere elezioni al fine di influire o determinare decisioni attraverso l’occupazione di cariche pubbliche.
Dalle due definizioni messe a confronto si pare evidente che il Movimento 5Stelle è un Partito a tutto tondo.

Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee.
Premesso che una “ideologia” non è qualcosa di astratto, ma presuppone chiare “idee” di come concepire il vivere comune all’interno della società. Essere di destra o essere di sinistra significa, quindi, quale politica economica si intende perseguire, a quali ceti sociali far riferimento nei provvedimenti legislativi da adottare, che concezione si ha delle relazioni internazionali, quale attenzione per gli ultimi, che tipo di accoglienza per chi arriva da un paese lontano, quale politica per i giovani, che tipo di welfare, quali, quanti e a carico di chi saranno attribuiti i costi per la sanità, che tipo di scuola e quali programmi… … …
Se ne deduce, quindi, che è l’insieme delle idee concettuali che dà luogo a una determinata ideologia. Pertanto, il rifiuto di accreditarsi verso un’ideologia, come se questa fosse il peggiore dei mali, è un processo strumentale e mistificatorio. E, far proprie un po’ di idee di sinistra e un po’ di destra, è un modo per cadere nella peggiore demagogia, che alla fine non riuscirà a curare gli interessi di nessuno, se non quelli di chi guida quel raggruppamento.

Vuole realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.
E quale sarebbe “l’efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico il clic che gli iscritti producono da un pc o smartphone, magari per strada, senza un confronto dialettico? e riconoscere “alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo non ha forse il sapore di quello stesso ruolo che Ponzio Pilato attribuiva al popolo? cioè, chiamarlo in causa quando piaceva e conveniva a lui. E, inoltre, cosa s’intende per “totalità dei cittadini“, quella rappresentata dalle poche centinaia di iscritti al Sacro Blog che, per altro, contano solo se scelgono in conformità ai desiderata del priore Grillo Piergiuseppe, detto Beppe?

Reclamano “onestà”, ma da un punto di vista intellettuale ne hanno poca e dal punto di vista materiale zoppicano. Hanno inventato il bollino blu dell’onestà e se lo sono appiccicato in fronte come un lascito reale. È sufficiente iscriversi al Sacro Blog di Grillo, che non è di Grillo, è si acquisisce la patente di rettitudine certificata. Che importa, poi, se il priore è un pregiudicato? che sarà mai se i parametri dell’onestà che predicano sono variabili da persona a persona, da circostanza a circostanza? Se Pizzarotti a Parma non comunica alla Casa Madre di aver ricevuto un avviso di garanzia, va fuori dalle palle. Se la Raggi a Roma ne fa di tutti i colori fino a mentire ai magistrati, ha tutta la fiducia di Grillo e Casaleggio.
E quando le regole interne non consentono certi passaggi basta cambiarle. Un po’ come i parametri che indicano l’inquinamento del mare: fino a XX colibatteri le acque delle nostre coste sono pulite, ma se l’inquinamento aumenta, si eleva il limite dei colibatteri a XXX. E il gioco è fatto. Tanto, finché la gente è scontenta della politica degli altri partiti, pensano Grillo e Casaleggio, votano sempre noi, anche se non abbiamo un programma credibile, anche se ci opponiamo a tutte le leggi di civiltà, anche se i nostri “meravigliosi ragazzi” sono degli incapaci, anche se i nostri sindaci e ed eventuali prossimi ministri mostrano la stessa ignoranza di tanti altri parlamentari. E neanche aver messo parlamentari e sindaci sotto lo schiaffo della Casaleggio Associati attraverso una penale di 150.000 euro in caso di disubbidienza sconvolge una parte consistente di cittadini. L’acredine verso Renzi e Berlusconi, che Grillo si prodiga costantemente a mantenere alta, è linfa elettorale.

Non sono pronti a governare. Fanno dichiarazioni omnicomprensive, la loro vera cifra è quella di opporsi al regime. Il loro successo è dovuto al fatto che giocano solo all’opposizione e hanno rinunciato ad ogni radice politica. Non si capisce nessuna proposta positiva, c’è il rischio che se arrivassero primi alle elezioni, rappresentino un pericolo.
Parole di Romano Prodi da condividere e sottoscrivere.

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